Il Kenya e il programma da un milione di case popolari
15 febbraio 2018

La costruzione di case popolari come volano dell’economia. Il Kenya parte (anche) dal mercato immobiliare per sostenere la crescita del Pil nel 2018. Nairobi prevede di investire 20 miliardi di dollari per realizzare un milione di alloggi sociali entro il 2022. Il ministero keniano delle Infrastrutture, dell’abitazione e dello sviluppo urbano ha lanciato un piano per rispondere alla carenza di immobili residenziali e ha pubblicato una richiesta di manifestazione d’interesse rivolta ad aziende internazionali e locali per costruire gli alloggi a basso costo, prevalentemente prefabbricati.

Il bando si è chiuso il 30 ottobre 2017. “Abbiamo ricevuto manifestazioni d’interesse da oltre 60 aziende che hanno già realizzato progetti simili in altre parti del mondo – ha detto – e assegneremo il contratto dopo il termine della procedura di gara”. Il programma keniano prevede che le unità abitative abbiano un costo di circa 20.000 dollari ciascuna e siano da costruire nelle zone peri-urbane. Già da due anni, con il Finance Act 2016, il Kenya sta tentando di incentivare gli sviluppatori dei progetti e ha dimezzato la tassa alle imprese che avessero costruito almeno 400 alloggi sociali in un anno.

Secondo i dati resi noti dal ministro delle Infrastrutture, attualmente il Kenya ha un deficit abitativo di almeno 1,85 milioni di case a causa soprattutto del rapido processo di urbanizzazione in corso nel Paese.

Promuovere la costruzione di case a prezzi popolari potrebbe contribuire a sostenere l’economia del Paese, che ha rallentato a causa della debole crescita del credito, alla siccità e all’aumento dei prezzi globali del petrolio. Secondo un rapporto della Banca Mondiale pubblicato lo scorso anno, il Kenya può dare a molti keniani alloggi a prezzi accessibili e questo creerà nuovi stimoli per incrementare la crescita economica sia a livello nazionale sia a livello locale. In base a un’analisi del mercato immobiliare e alla luce della Vision 2030 Strategy, il Kenya ha bisogno di 200.000 unità abitative all’anno per tutti i livelli di reddito. Tuttavia, la produzione di unità abitative è attualmente inferiore a 50.000 unità all’anno, ben al di sotto del numero di riferimento, il che determina un deficit abitativo di oltre 2 milioni di unità. Infatti il 61% delle famiglie urbane vive nelle baraccopoli. Questo deficit continua ad aumentare a causa di vincoli esistenti sia sul lato della domanda che dell’offerta ed è esacerbato da un tasso di urbanizzazione del 4,4%, equivalente a 0,5 milioni di persone che arrivano nelle città ogni anno.

Un memorandum emesso alla fine del 2017 dal ministro del Gabinetto del Tesoro identifica le quattro aree prioritarie delle iniziative di sviluppo del Kenya e destinatarie dei fondi pubblici nei prossimi cinque anni. Battezzato il “Big Four Plan”, annuncia che i quattro focus saranno i problemi della sicurezza alimentare e nutrizionale, gli alloggi a prezzi accessibili, l’assistenza sanitaria universale e il manifatturiero. L’abitazione è diventata la questione determinante in quanto è al centro dell’attuale crisi economica mondiale e infatti è stata richiamata anche dalle Nazioni Unite durante il World habitat day che si è svolto il 2 ottobre 2017.

Fonti: World Bank, xinhuanet