Un nuovo Cairo per l’Egitto
28 giugno 2017

Una nuova città per le le élite politiche, amministrative e militari. L’Egitto del presidente Abdel Fattah al-Sisi sogna una nuova capitale e il progetto, annunciato nel marzo del 2015, è entrato nella fase di sviluppo. La città non ha ancora un nome, ma si sa già che sarà costruita in zone desertiche  a una cinquantina di chilometri a Est del Cairo, dovrebbe estendersi per 700 chilometri quadrati – quasi quattro volte il Comune di Milano – e ospiterà la nuova sede del governo, alloggi per cinque milioni di persone, 1.000 moschee, zone industriali, un centro congressi con 5.000 posti e il più grande parco del mondo.

Il governo egiziano ha espressamente citato le previsioni demografiche secondo cui, entro i prossimi 40 anni, la popolazione dell’area metropolitana del Cairo – che ha due milioni di nuovi residenti all’anno – raddoppierà. Già oggi la megalopoli, che è la capitale dell’Egitto dal X secolo, è la più grande area urbana dell’Africa, in cui oggi si stima che vivano oltre 18 milioni di persone. La nuova città dovrebbe risolvere i problemi di congestione e inquinamento dell’attuale capitale egiziana.

Il progetto ambisce anche a dare una svolta all’economia del Paese, che negli ultimi anni ha sofferto per l’instabilità sociale seguita alla caduta di Hosni Mubarak.

Il progetto ha già trovato i finanziatori. Dopo aver dissipato alcuni problemi sorti dopo la sigla degli accordi preliminari, China Fortune Land Development Company, un gruppo cinese di real estate quotato alla Borsa di Shanghai e fondato nel 1998 Wang Wenxue che ne è tuttora l’azionista principale, ha annunciato di essere intenzionato a investire 20 miliardi di dollari nel corso dei prossimi dieci anni. A questi va aggiunta una precedente commessa da 15 miliardi di dollari tra l’Egitto e un’altra società di proprietà dello Stato cinese, il che avvicina i finanziamenti trovati al budget di 45 miliardi necessari per la costruzione della città satellite.

La prima fase vedrà la costruzione di ministeri e alcuni blocchi residenziali e potrebbe essere completata entro cinque anni. Quando la costruzione sarà ultimata, i ministeri, il Parlamento e le ambasciate straniere saranno trasferite nella nuova metropoli, che avrà un nuovo aeroporto, un gigantesco parco di divertimenti grande quattro volte Disneyland, duemila scuole e centinaia di strutture sanitarie.

L’Egitto ha già costruito diverse città satellite nei dintorni del Cairo, che però hanno registrato una bassa occupazione, nonostante gli investimenti elevati. Molti altri Stati hanno portato a termine progetti simili negli ultimi anni. Il caso più noto è quello di Brasilia, la capitale del Brasile progettata da Lúcio Costa e Oscar Niemeyer negli anni Cinquanta e inaugurata nel 1960.

La stessa China Fortune Land Development Company, attualmente, sta costruendo un nuovo distretto governativo cinese a Xiongan, così come ha in corso sviluppi di altre nuove città in India, Indonesia e Vietnam. La capitale egiziana è il primo progetto in Africa.