L’Etiopia lancia la “Doing Business Initiative”
18 aprile 2019

Il governo dell’Etiopia ha lanciato la Doing Business Initiative con cui mira a creare un ambiente più favorevole per attrarre le imprese straniere e ad aumentare la facilità di fare affari nel Paese. La nuova iniziativa nazionale si inserisce all’interno di un ciclo di riforme economiche inaugurato del premier Abiy Ahmed entrato in carica esattamente un anno fa, ad aprile del 2018. «Le misure di riforma saranno monitorate dal governo e coordinate dalla Commissione per gli investimenti etiopici (EIC)», ha scritto in una nota il gabinetto del primo ministro. L’iniziativa – ha detto lo stesso Ahmed – «renderà l’Etiopia un luogo competitivo per avviare e far crescere le imprese.
Il focus è lo snellimento della burocrazia, che si concentrerà su cinque punti: avvio di un’impresa, permessi di costruzione, registrazione della proprietà, accesso all’elettricità e accesso al credito. In una riunione di revisione sull’andamento dell’iniziativa, lanciata a fine dicembre 2018 e in via di implementazione, Ahmed ha sottolineato che, per quanto riguarda le start-up, per facilitare l’accesso al credito è allo studio una misura per consentire di mettere i beni mobili come garanzia.
Sempre allo scopo di attrarre imprese straniere, Addis Abeba ha in programma la realizzazione di quindici parchi industriali in tutto il Paese, di cui cinque sono già entrati in funzione. L’ultimo è stato inaugurato a inizio marzo a Debre Birhan, a 130 km a nord-est dalla capitale: un’area da 75 ettari, costata 71 milioni di dollari. In agenda ci sono altri sei progetti da realizzare a breve termine. A guidare la costruzione di queste infrastrutture, che fa parte del piano ambizioso per fare dell’Etiopia il centro manifatturiero dell’Africa, è la Ethiopia Industrial Park Development Corporation (PIDC).
I risultati stanno arrivando: nel 2018 gli investimenti diretti esteri verso l’Etiopia hanno raggiunto la soglia dei quattro miliardi di dollari, grazie soprattutto alle riforme politiche ed economiche introdotte. A dirlo è stato il capo della Commissione etiope per gli investimenti (Eic), Abebe Abebyehu, sottolineando come il livello degli investimenti in Etiopia sia cresciuto costantemente negli ultimi quattro anni. Tra le misure che, secondo Abebe, hanno contribuito a migliorare la percezione degli investitori internazionali spingendoli a cercare attivamente opportunità in Etiopia figurano le riforme politiche, il rafforzamento delle relazioni diplomatiche con diversi Paesi e gli sforzi per la pace nel Corno d’Africa, nonché la decisione del governo di avviare la privatizzazione di alcune grandi compagnie statali. Nel 2017 il valore degli investimenti diretti esteri verso l’Etiopia è stato pari a circa 3,6 miliardi di dollari.
Se lo scopo della Doing Business Initiative è quello di far crescere la presenza di imprese straniere in Etiopia, il premier ha più volte dichiarato che l’iniziativa serve anche ad affrontare il problema della disoccupazione: «L’Etiopia ha bisogno di posti di lavoro: imprese e imprenditori di successo guidano l’aumento dell’occupazione», ha detto, sottolineando che il suo governo ha «un ruolo essenziale nell’individuare e ridurre i vincoli che impediscono al settore privato di crescere».
L’Etiopia, con oltre 105 milioni di abitanti, è la seconda nazione più popolosa dell’Africa dopo la Nigeria, prima con 190 milioni. Secondo il Fondo Monetario Internazionale, sarà il Paese che registrerà la crescita economica maggiore del continente nel 2019, con il Pil atteso all’8,5% durante l’attuale anno fiscale che si conclude il 7 luglio 2019.
In un anno alla guida del governo, Abiy Ahmed ha rivoluzionato l’Etiopia. Dal punto di vista politico, la pace con la vicina Eritrea ha riportato stabilità nel Corno d’Africa, innestando ricadute positive sull’economia: il commercio è ripreso e può ancora rafforzarsi grazie al ritrovato accesso al mare nel porto eritreo di Assab grazie alla riapertura dei confini.