L’Egitto lancia le partnership del fondo sovrano
10 dicembre 2019

L’Egitto fa le prime mosse con il fondo sovrano creato all’inizio dell’anno. La legge che lo ha istituito prevede anche la possibilità di firmare partnership ed è su questo aspetto che il Cairo sta puntando per attrarre capitali e incrementarne la dotazione. Una prima partnership è già stata firmata. In occasione della visita di Stato del presidente egiziano Abdel Fattah el-Sisi ad Abu Dhabi il 13 e 14 novembre, il Cairo e gli Emirati Arabi Uniti hanno concordato di istituire una piattaforma di investimenti strategici da 20 miliardi di dollari destinati a progetti economici e sociali. L’accordo firmato tra la Abu Dhabi Developmental Holding Company e l’Egypt Sovereign Wealth Fund (Swf) mira a creare progetti di investimento strategico congiunti, nonché fondi specialistici e strumenti di investimento in diversi settori chiave, tra cui produzione, energia convenzionale e rinnovabile, tecnologia, cibo, immobiliare, turismo, sanità, logistica, servizi finanziari e infrastrutture.
Il primo esempio di cooperazione economica bilaterale con gli Emirati Arabi Uniti potrebbe essere presto replicato. Il fondo sovrano egiziano sta cercando di attrarre investimenti da parte dei Paesi del Golfo ricchi di petrolio quali Arabia Saudita, Kuwait e Oman. A condurre le trattative è Ayman Soliman, nominato amministratore delegato del fondo nell’ottobre del 2019. «Intendiamo proporre quel tipo di partnership anche a Oman, Arabia Saudita e Kuwait», ha dichiarato Soliman. I colloqui con l’Oman sono già in fase avanzata e potrebbero essere completati entro la fine del 2019, ma anche Arabia Saudita e Kuwait – hanno «appetito di investire in Egitto».
Il fondo sovrano egiziano entro tre anni dovrebbe aumentare il suo capitale autorizzato fino a un trilione di sterline egiziane (pari a circa 62 miliardi di dollari) rispetto ai 200 miliardi di sterline (pari a oltre 12 miliardi di dollari) inizialmente previsti dalla legge, a seconda dell’interesse degli investitori, ha affermato il Ceo del fondo Ayman Soliman. Soliman ha affermato che il fondo, che ha ricevuto l’interesse degli investitori da Occidente, Asia ed Egitto, sta pianificando un roadshow asiatico.
Il Swf, che come ha detto Soliman si chiamerà «Tharaa» (che vuol dire «ricchezza» in arabo), è interamente di proprietà dello Stato come entità giuridica indipendente ed è autonoma dal punto di vista finanziario e amministrativo. Di recente, è diventato membro dell’International Forum of Sovereign Wealth Funds, che promuove il rispetto di requisiti specifici di corporate governance e trasparenza. Obiettivo del fondo è quello di orientare gli investimenti verso settori che lo stato considera vitali per l’economia. «I settori in cui lavoreremo includono l’industria farmaceutica, l’energia tradizionale e rinnovabile, il turismo, le infrastrutture e anche il settore agroalimentare», ha affermato Soliman.
In particolare, il fondo opererà attraverso tre tipi di partnership: con investitori del settore privato in settori specifici, con altri fondi sovrani e infine con il settore privato su progetti specifici attraverso partenariati pubblico-privato o joint-venture. «La strategia del fondo prevede di seguire un modello di investimento in stile private equity, ha aggiunto, quindi possiamo aspettarci una raffica di fusioni e acquisizioni». Il modello vedrà Tharaa offrire quote di dimensioni variabili in società e progetti in vari settori, il che significa che il fondo non prevede obbligatoriamente di detenere quote di maggioranza.
«Ciò che distingue Tharaa dagli altri fondi – ha spiegato Soliman – è che fornirà agli investitori accesso e opportunità esclusive che altrimenti non sarebbero disponibili. Aprirà settori importanti e di nicchia che sono spesso rimasti chiusi e li renderà accessibili al settore privato, dando ad esempio la gestione di siti e monumenti storici, a cui il settore privato può avere accesso attraverso il fondo».