Egitto, l’importanza del settore primario e il ruolo dell’Italia
8 novembre 2017

Alla fine di ottobre, Bahrain, Kuwait e gli Emirati Arabi Uniti hanno accettato di revocare il divieto sulle importazioni di prodotti agricoli egiziani. All’inizio di quest’anno i tre Paesi del Golfo avevano bandito diverse importazioni agricole dall’Egitto tra cui il pepe, la lattuga e la cipolla. La serie di bandi, che erano stati posti sulla scorta di preoccupazioni relative a residui di antiparassitari, era arrivata proprio in un momento in cui le aspettative dell’Egitto di vendere all’estero i suoi prodotti erano molto alte: a causa della svalutazione avvenuta a partire dalla fine del 2016, le quotazioni della lira sterlina egiziana – che da novembre del 2016, dopo la decisione della Banca centrale del Cairo, fluttuava liberamente sul mercato – erano infatti molto favorevoli all’export.

L’accordo per eliminare i divieti è arrivato dopo una serie di incontri e negoziati tra una delegazione del Cairo e i Paesi del Golfo. L’Egitto ha chiesto a un organismo da quarantena di vigilare sulle spedizioni e di avvisare nel caso in cui gli esportatori dovessero violare gli standard internazionali concordati. Altri organismi saranno allertati all’estero per controllare la qualità delle esportazioni.

Il divieto di importazione di fragole egiziane imposto dall’Arabia Saudita era stato rimosso circa un mese fa, dopo che una delegazione aveva visitato Il Cairo. Riyad aveva imposto il bando in luglio sempre per problemi di residui di pesticidi. Il Sudan deve ancora sopprimere un divieto generale delle importazioni agricole e animali egiziane stabilito a maggio.

Il settore primario oggi rappresenta circa il 14 per cento del Pil del Paese e il 18 per cento delle esportazioni totali. Il Cairo punta su questo comparto per aumentare le riserve di valuta estera. Le esportazioni agricole egiziane sono aumentate del 13,9 per cento nei primi nove mesi del 2017, raggiungendo i 4,1 milioni di tonnellate rispetto ai 3,6 milioni dello scorso anno. Roma è in prima linea nello sviluppo dell’agricoltura dell’Egitto, sia nel campo della ricerca sia attraverso programmi di modernizzazione delle colture e sta aiutando il Paese a sviluppare le sue culture in base agli standard dell’Unione europea. L’Italia partecipa insieme a Francia e Olanda al progetto finanziato da Bruxelles per modernizzare il Centro locale di ricerca agricola. La ricerca è fondamentale per la sicurezza alimentare dell’Egitto, alla luce della crescita demografica del Paese, perché potrà contribuire a migliorare la qualità e la quantità. L’agricoltura oggi affronta grandi sfide, come le terre coltivabili limitate, le scarse risorse idriche, la carenza di personale specializzato, l’impatto dei cambiamenti climatici e la necessità di nutrire una popolazione in rapida crescita. Per affrontare queste sfide, l’Egitto deve gestire la modernizzazione.

Nuove risorse per la crescita del settore e in particolare per la meccanizzazione delle aziende nelle città di Tanta, Mansouria e Nubaria arriveranno dall’International Finance Corporation (Ifc) del gruppo Banca Mondiale, che ha pianificato uno stanziamento di 150 milioni di dollari per investimenti in tecnologie nella fase della produzione. La fiera agricola “Sahara”, che si è svolta dal 26 al 28 settembre al Cairo, ha registrato la presenza di 50mila visitatori da 45 nazioni.