Egitto, il Fondo monetario conferma la crescita economica
23 ottobre 2019

Il Fondo monetario internazionale (Fmi) ha confermato che l’Egitto sta vivendo un periodo di forte crescita economica. In base al World Economic Outlook pubblicato il 15 ottobre, l’economia egiziana è cresciuta del 5,3 per cento nel 2018. Gas, turismo, commercio all’ingrosso e al dettaglio, immobiliare e costruzioni sono stati i principali motori della crescita. Per il 2019 e il 2020, gli esperti stimano una crescita del Prodotto interno lordo rispettivamente del 5,5 per cento e del 5,9 per cento (mentre la media dei Paesi importatori di petrolio è del 3,9 e del 3,9 per cento).
Ma, oltre al Pil, altri indicatori mostrano l’ottimo stato di salute dell’economia egiziana. Continua, infatti, il calo dell’indice annuale dei prezzi al consumo, che secondo l’Fmi scenderà dal 20,9 per cento registrato nel 2018 al 13,9 per cento del 2019, fino al 10 per cento previsto nel 2020. Migliora anche la disoccupazione, che dovrebbe scendere quest’anno al di sotto della doppia cifra: 8,6 per cento nel 2019 e 7,9 per cento nel 2020.
Un rapporto pubblicato dal Center for International Development dell’Università di Harvard ha classificato l’Egitto come una delle tre economie a più rapida crescita del mondo nel prossimo decennio dopo Uganda e India.
A fine luglio il Consiglio esecutivo del Fondo monetario, sottolineando i miglioramenti della situazione macro-economica fatti dal Paese, ha approvato l’erogazione della quinta e ultima quota, pari a 2 miliardi, del prestito di quasi 12 miliardi di dollari approvato a novembre 2016. Le autorità egiziane hanno affermato che il Paese inizierà il rimborso del prestito del Fondo monetario internazionale (FMI) nel maggio 2021, a partire da una tranche di 2,75 miliardi di dollari. Questo sarebbe seguito da rate uguali che terminerebbero entro il 2026.
«La transizione verso un’economia trasparente basata sul mercato richiederà un ulteriore ampliamento delle riforme, in particolare per quanto riguarda i problemi di governance debole, corruzione e forte presenza dello Stato nell’economia», si legge nella revisione finale del programma di riforma egiziana, scritta a luglio e pubblicata in ottobre.
A inizio ottobre Kristalina Georgieva, che ha sostituito Christine Lagarde come direttore esecutivo dell’Fmi, ha elogiato gli sforzi dell’Egitto per riformare l’economia in occasione di un incontro a Washington con la delegazione egiziana guidata dal primo ministro egiziano Mostafa Madbouly durante il quale sono stati discussi i prossimi passi per la cooperazione futura con il Cairo. Secondo una dichiarazione rilasciata dal ministro degli Investimenti e della Cooperazione internazionale signora Sahar Nasr, Georgieva e la delegazione hanno discusso di nuove forme di collaborazione e iniziative che aiuteranno l’Egitto a continuare il percorso di riforme economiche. Ciò include l’incentivazione della partecipazione del settore privato soprattutto nei comporti delle infrastrutture e della produzione manifatturiera. Una delle sfide più importanti, secondo l’Fmi, sarà quella di creare posti di lavoro: entro il 2028, l’Egitto avrà una popolazione in età lavorativa di 80 milioni di persone.