Abu Dhabi accelera sulla Water Security Strategy al 2036
26 novembre 2019

Desalinizzare, ma anche ridurre i consumi. Sono i due punti cardine della Water Security Strategy la strategia per la sicurezza idrica che gli Emirati Arabi Uniti si sono prefissati per il 2036. Un aggiornamento sul piano del governo del Paese che è tra i dieci Stati più aridi del mondo è stato fatto da Mohammed Bin Jarsh Al Falasi, sottosegretario del Dipartimento dell’Energia di Abu Dhabi alla “Cairo Water Week” che si è svolta alla fine di ottobre. Al Falasi ha preso parte alla sessione plenaria intitolata “Realizzare gli Sdgs (Sustainable Development Goals) con la scarsità d’acqua”, dove ha illustrato le varie tecnologie utilizzate per la produzione di acqua e l’approccio strategico dell’emirato per raggiungere la sostenibilità idrica e ambientale.
“Il consumo di acqua ad Abu Dhabi è alto a causa del clima caldo del deserto e delle piogge limitate. Il nostro mix di approvvigionamento è costituito per il 60% da acqua di falda, per il 30% da acqua desalinizzata e per il restante 10% da acqua riciclata. Tuttavia, con il 79% delle riserve idriche sotterranee altamente saline, ci affidiamo fortemente alla desalinizzazione per fornire acqua utilizzabile”.
Abu Dhabi è, uno dei maggiori produttori di acqua desalinizzata al mondo: ha nove impianti di dissalazione e una rete di tubazioni di 13mila chilometri. L’osmosi inversa (Reverse Osmosis o RO) è la tecnologia preferita e più economica per la dissalazione. La maggiore richiesta di acqua proviene dall’agricoltura per l’irrigazione, che rappresenta il 70% del consumo idrico.
Negli Emirati Arabi Uniti oltre la metà della fornitura di acqua proviene dalle falde acquifere, una risorsa che si prevede sarà esaurita nei decenni a venire. Mentre la popolazione cresce e la domanda di acqua aumenta, le risorse idriche sotterranee diminuiscono. Attualmente Abu Dhabi ha 200mila pozzi da cui si estraggono due miliardi di metri cubi di acqua sotterranea all’anno, di cui l’87% è utilizzato dalle aziende agricole.
Per affrontare queste sfide e prepararsi al futuro, gli Emirati Arabi Uniti con la Water Security Strategy si sono dati l’obiettivo di ridurre la domanda totale di risorse idriche del 21%, aumentare il riutilizzo dell’acqua piovana trattata per raggiungere il 95% e migliorare la capacità di stoccaggio idrico nazionale. “Ad Abu Dhabi – ha spiegato Mohammed Bin Jarsh Al Falasi – abbiamo fissato l’obiettivo di ridurre al minimo le perdite d’acqua e limitarle al 10% e aumentare l’uso di acqua riciclata al 100% entro il 2030”.
Il Paese sta cercando di sfruttare ogni goccia d’acqua che cade riciclandola e ha lanciato programmi di risparmio idrico che prevedono anche l’installazione di indicatori del consumo per i cittadini. Procedure simili sono seguite negli edifici governativi, nelle scuole e negli ospedali.
Al Falasi ha poi spiegato che l’utilizzo da parte di Abu Dhabi dalla tecnologia RO aumenterà quando il mega progetto di dissalazione dell’acqua presso il complesso idrico di Taweela sarà pienamente operativo nel 2022.
Il sottosegretario del Department of Energy di Abu Dhabi ha anche sottolineato l’importanza della falda acquifera dell’oasi di Liwa, la più grande riserva di acqua desalinizzata di alta qualità, che Abu Dhabi ha completato a gennaio 2018. Questo progetto è sufficiente per immagazzinare 5,6 miliardi di litri d’acqua ed è sufficiente per fornire 180 litri di acqua potabile a un milione di persone per un massimo di 90 giorni.
Durante la visita al Cairo, Mohamed Bin Jarsh Al Falasi ha incontrato il ministro egiziano delle Risorse idriche e dell’irrigazione Mohamed Abdel-Aty per discutere sull’opportunità di ampliare la condivisione delle conoscenze e della cooperazione tra Abu Dhabi e l’Egitto.