Obbligazioni derivanti da convenzioni urbanistiche scadute. Il Consiglio di Stato tenta di tracciare il confine tra prescrizione e imprescrittibilità.
25 Giugno 2026

Il contributo esamina la questione della permanente esigibilità degli obblighi nascenti dalle convenzioni urbanistiche oltre il termine di validità delle medesime, con particolare riguardo al regime di prescrizione eventualmente applicabile. L’analisi prende le mosse dai due contrapposti orientamenti emersi nella giurisprudenza amministrativa: da un lato, quello favorevole all’imprescrittibilità degli obblighi convenzionali in ragione della loro funzione pubblicistica; dall’altro, quello che li assoggetta alla prescrizione ordinaria decennale prevista dall’art. 2946 c.c. Nel tentativo di comporre il contrasto, si è recentemente affermato l’indirizzo elaborato dalla Sezione Quarta del Consiglio di Stato nelle sentenze n. 10467/2025, n. 1938/2026 e n. 4296/2026, che propone una soluzione intermedia fondata sulla distinzione tra obbligazioni a contenuto patrimoniale, soggette a prescrizione decennale, e obblighi di natura pubblicistica, quali la cessione delle aree a standard e la realizzazione delle opere di urbanizzazione, qualificati come diritti indisponibili e, pertanto, sottratti alla prescrizione ai sensi dell’art. 2934, comma 2, c.c. Il nostro Focus Team Real Estate approfondisce il tema nel documento disponibile qui.